Il repertorio si spinge tra i brani noti e meno noti della Musica Popular Brasileira per rileggere, ad esempio, Aguas de março (di Tom Jobim) e Upa neguinho (di Gianfrancesco Guarnieri e Edu Lobo), portate al successo dalla leggendaria Elis Regina,
O que serà (di Chico Buarque),
Mas que nada (di Jorge Ben),
Dorival Caymmi & Pino
Samba da rosa (di Toquinho e Vinicius de Moraes), persino The look of love, brano di Burt Bacharach riveduto e corretto in versione bossa nova.
Poi Telefone (di Roberto Menescal e Ronaldo Bôscoli), pezzo non conosciuto ma attualissimo (“occupato per la decima volta, telefono e non riesco a parlare ...”), si presta ad una simpatica scenetta.

Il medley di brani del maestro Antonio Carlos Jobim, che prende il titolo di Favela (O morro não tem vez), è capace di lasciare spazio alla poesia malinconica di Inùtil Paisagem e Fotografia.

Nel pot-pourry A rã (di Caetano Veloso e João Donato) suonano anche brani di Jobim come Agua de beber, Triste (citando scherzosamente la famosa Garota de Ipanema), Vivo sonhando, per chiudere con la filosofia di Vinicus de Moraes in Samba da benção (su musica di Baden Powell): “E’ meglio essere allegri che essere tristi, l’allegria è la miglior cosa che esista, è come la luce del cuore”

O pato (di Jaime Silva e Neuza Teixeira) si allaccia con Sò danço samba (di Jobim e De Moraes).
Il brano Adeus America (Haroldo Barbosa/Geraldo Jacques) esprime un sentimento di “saudade“ (non esiste il termine italiano che traduca esattamente questo stato d’animo definibile come di nostalgia malinconica) per la la propria terra.
 
Tom Jobim & Pino

E' il richiamo irresistibile del samba, insostituibile  da generi musicali americani come  rock’n’roll,  foxtrot,  boogie woogie…
In Fato consumado (Djavan) le voci assumono il ruolo di veri e propri strumenti dal ritmo sincopato, espediente peraltro largamente utilizzato nel jazz.

 

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